In Italia la pubblicità per dentisti è sottoposta ai principi normativi che riguardano il più vasto mondo delle attività sanitarie.

In particolare, a partire dal 2019, in seguito alla norma Boldi è vietato ogni riferimento commerciale e promozionale per i servizi sanitari: la pubblicità per dentisti, pertanto, può essere esclusivamente informativa.

Ma cosa significa fare pubblicità informativa a uno studio dentistico?

I dispositivi medici che richiedono una prescrizione non possono essere pubblicizzati. Ciò, tuttavia, non esclude la possibilità di fare pubblicità odontoiatrica descrivendo le caratteristiche dei servizi che si offrono nel proprio studio.

In sintesi, il testo contenuto nella Legge di Bilancio 2019 (comma n. 525) esclude qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo per quanto riguarda le strutture private di cura e gli iscritti agli Ordini delle professioni sanitarie, tra cui appunto i dentisti. Questo allo scopo di rispettare la consapevole determinazione del paziente e tutelare la salute pubblica.

Cerchiamo di chiarire meglio la questione andando ad approfondire le diverse leggi che interessano la pubblicità per dentisti, emanate nel corso degli anni, per capire come è possibile fare pubblicità allo studio dentistico senza incorrere in severe sanzioni disciplinari da parte dell’Ordine dei dentisti o segnalazioni all’AGCOM.

pubblicità studio dentistico

Studio odontoiatrico: normativa sulla pubblicità

La prima norma per cercare di arginare il problema dell’abusivismo in materia di pubblicità sanitaria risale alla legge n.172 del 1992. L’articolo 1 di tale normativa vietava esplicitamente qualsiasi tipo di pubblicità per le professioni sanitarie ausiliarie, ad esclusione delle targhe esposte nell’edificio dello studio e delle inserzioni sugli elenchi telefonici.

Un articolo supplementare a questa legge, il 9-bis (aggiunto nel 1999), specificava inoltre che le spese pubblicitarie devono rimanere entro il 5% del reddito dichiarato l’anno precedente.

La legge Bersani (248/2006) rappresentò una vera e propria rivoluzione nel mondo della pubblicità per dentisti, in quanto abrogava di fatto ogni restrizione precendente in materia di pubblicità per le attività sanitaria, ivi compreso il limite del 5% sulle spese pubblicitarie, a favore della libera concorrenza e del diritto del cittadino di comparare le prestazioni offerte sul mercato.

Tale norma venne rafforzata nel 2012 con l’emanazione del D.P.R. 137/2012 che liberalizza ogni forma pubblicitaria, a condizione che sia “corretta, veritiera, non violi l’obbligo del segreto professionale e non sia equivoca, ingannevole o denigratoria”.

E arriviamo così all’ultima normativa sulla pubblicità odontoiatrica, compresa nella Legge di Bilancio 145/2018, che prescrive la possibilità di una promozione informativa escludendo “qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo”.

Sebbene quest’ultima norma ponga delle restrizioni rispetto al liberismo della legge Bersani e del successivo D.P.R del 2012, non viene fatto alcun riferimento al limite del 5% sulle spese pubblicitarie per le professioni sanitarie, facendo di fatto decadere l’art. 9-bis della Legge 175/92.

Pubblicità dentista: cosa è consentito e cosa è vietato

Dopo aver analizzato la situazione legislativa possiamo entrare nel vivo della questione per capire cosa è realmente consentito nel caso della pubblicità per lo studio dentistico e cosa è vietato.

Partendo dal testo della legge, possiamo affermare con assoluta certezza che la legge non vieta l’utilizzo di un sito per dentisti e non esclude la possibilità di utilizzare tutti gli strumenti del web marketing odontoiatrico, compresa la promozione attraverso le pagine social. Inoltre, la legge non impone nessun limite di spesa per quanto riguarda i costi pubblicitari.

Le restrizioni sulla pubblicità per dentisti si limitano al contenuto del messaggio pubblicitario che non può essere:

  • ingannevole o parziale, ad esempio nel caso prometta tempi specifici (“impianto completo e indolore in meno di 24 ore”) non applicabili a tutti i soggetti;
  • fondato esclusivamente su leve economiche senza riportare informazioni di tipo clinico;
  • promozionale rispetto a dispositivi medici che prevedono una prescrizione da parte del personale sanitario.

Pubblicità odontoiatrica: come farla al meglio

Sulla base di quanto detto in precedenza risulta evidente come una buona pubblicità odontoiatrica che mira a rendere più consapevoli i pazienti non solo è consentita, ma costituisce un elemento distintivo per tutti quei dentisti e studi odontoiatrici che fanno dell’etica e della professionalità un proprio punto di forza.

La pubblicità per dentisti deve, dunque, essere mirata a informare il paziente attraverso:

  • Informazioni sugli studi e l’esperienza dei professionisti che operano nello studio odontoiatrico;
  • Descrizioni delle tecnologie usate per ottenere i migliori risultati;
  • Testimonianze di pazienti soddisfatti;
  • Prezzi chiari e dettagliati.

Vuoi evitare ogni rischio?  Affidati a Digital Freelance, ti aiutiamo a creare una strategia multicanale in grado di attrarre nuovi clienti attraverso tutti gli strumenti del marketing digitale, nel rispetto del codice deontologico e della normativa sulla pubblicità per dentisti.

Compila il modulo di contatto per ricevere un preventivo gratuito e senza impegno!

Desideri far crescere la tua attività grazie all’online?

Conosciamoci e valutiamo insieme il tuo progetto. Compila il form!


Articoli simili